La scheda SIM potrebbe presto essere una reliquia del passato: ARM, azienda britannica che progetta l’architettura alla base dei processori utilizzati sulla stragrande maggioranza degli smartphone, ha annunciato che pianifica di integrare la SIM all’interno del processore, così da eliminare la necessità di una SIM fisica con il conseguente spreco di spazio.

La iSIM, questo il nome scelto, ARM stima che sia possibile risparmiare spazio prezioso sui dispositivi, che siano smartphone o prodotti del mondo IoT.

La sicurezza di questo passaggio sarebbe garantita dal fatto che l’esecuzione del sistema operativo della SIM avverrebbe in un’enclave totalmente separata dal resto del processore, impedendo di fatto che ci possa essere uno “sconfinamento”.

L’obiettivo è anche quello di ridurre le attuali tre componenti di un sistema – processore, modem e SIM – a un solo chip, fatto che porterebbe quindi anche a minori consumi e costi ridotti.

I dispositivi dell’Internet delle Cose saranno i primi a vedere l’impiego di questa novità, che però è probabile arriverà anche sul mercato degli smartphone e dei tablet. L’azienda rivelerà maggiori dettagli durante il Mobile World Congress, come specificato nel comunicato stampa.

Categorie: Telefonia

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